Nel corso della sua storia la birra è stata prodotta con tecniche, modalità ed ingredienti estremamente diversi. Solo negli ultimi 300 anni si è raggiunta una standardizzazione degli stili in base al Paese di produzione. Ecco allora una breve guida sui principali tipi di birra prodotti in giro per il mondo.

Classificazione in base alla fermentazione

Oggi possiamo distinguere tre tipi di birra: ad alta fermentazione, bassa fermentazione e fermentazione spontanea. La temperatura è infatti un fattore fondamentale nei processi di produzione e fermentazione e va ad influenzare direttamente l’azione dei lieviti, generando una fermentazione alta o bassa. La fermentazione spontanea è completamente dalle diversa dalle prime due. Non vengono aggiunti lieviti agli ingredienti della birra, ma si lascia che sia gli agenti presenti naturalmente nell’aria ad avviare i processi di fermentazione.

Gli stili in base al Paese di produzione

I tipi di birra belga

Ogni Paese ha una propria tradizione brassicola, con tecniche molto specializzate e stili diventati ormai inconfondibili. In Belgio, ad esempio, esistono innumerevoli stili birrai e il tipo base è la Golden Ale. Si tratta di una semplice birra bionda ad alta fermentazione. In base alla gradazione questa diventa dubbel, rossa, tripel, quadrupel, ecc…I tipi di birra belga risentono notevolmente di un’evoluzione maturata in secoli di esperienza monastica. Basti pensare che la quadrupel era la bevanda riservata al vescovo in visita al monastero. Numerose sono le birre di frumento prodotte e famose sono diventate le blanche e le saison, birre molto dissetanti dai forti profumi speziati.

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I tipi di birra inglese

Un’evoluzione completamente diversa hanno avuto i tipi di birra inglese, fortemente influenzati dalla rivoluzione industriale che ha trasformato il Paese nel XVII e XIX secolo. Qui la birra base è la bitter, che significa letteralmente amaro. Si tratta di uno stile nato per assecondare le esigenze della classe manovale più povera, che lavorava nelle prime fabbriche. Il luppolo è l’ingrediente protagonista di queste birre e va a bilanciare perfettamente il caramellato del malto.

Sempre in Inghilterra nascono le India Pale Ale. Venivano infatti prodotte delle birre leggermente più forti ed alcoliche, in grado di poter sostenere il lungo viaggio verso l’India senza andare a male. Anche in questo stile di birra, quindi, è stato importante il fattore storico: siamo infatti durante il periodo neo-coloniale, tra XIX e inizio XX secolo, quando l’India era una colonia inglese.

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Mentre nelle campagne inglesi si produce la brown ale, la rossa dai sentori di noccioli, nel porto di Londra nasce un tipo di birra diventato oggi famoso in tutto il mondo: la Porter. All’inizio questo tipo di birra non era altro che un cocktail a base di birre di scarso costo. Con il passare del tempo i birrifici migliorarono così tanto la loro produzione, specializzandosi con la tostatura dei malti da diventare un punto di riferimento anche all’estero. Da provare infine anche la barley wine, una birra ad altissimo tenore alcolico e corposità, maggiore anche dei 10 gradi. Questa birra può durare anche anni e con il tempo sono nate tante varianti, tra queste le old ale.

I tipi di birra tra Irlanda e Scozia

In Irlanda uno stile molto simile alla proter è quello della Stout, una birra scura ma più secca che oggi ha diverse varianti: dalla outmeal stout, prodotta con fiocchi d’avena che rendono la schiuma più cremosa, alla milk stout, addolcita grazie al lattosio. Molto particolare è l’oyster stout, prodotta con l’aggiunta di gusci di ostrica, che donano un retrogusto un po’ salato per un magnifico contrasto con la dolcezza del malto e l’amaro della tostatura e del luppolo. Nasce su queste terre anche la russian imperial stout, una birra ad alta gradazione per il mercato russo.

In Irlanda si produce anche l’irish red ale, un tipo di birra rossa caratterizzata da un bilanciamento tra caramellato e tostato del malto. Gli scozzesi producono le scotch ale, una concezione di birra diametralmente opposta a quelle inglesi. In Scozia non cresce il luppolo e le birre erano aromatizzate con erica o cardo.,

I tipi di birra tedesca

A parte le birre Weiss famose in tutto il mondo, in Germania sono prodotte tantissime birre a bassa fermentazioni o con stili ibridi. Gli immigrati tedeschi in America hanno creato uno stile tutto personalizzato: il California Common, una birra a bassa fermentazione, ma fermentata ad alte temperature. Un tipo di birra dallo stile ibrido è anche l’Alt di Dusseldorf e la kolsh di Colonia.

Indubbiamente i migliori tipi di birra della Germania vengono prodotti in baviera, in cui tuttavia risiede anche il maggior numero di consumatori di birra procapite al mondo. Anche se nato in Polonia, la Germania ha fatto proprio un tipo di birra molto apprezzato in tutto il mondo: la Pilsner, leggera e con un buon aroma di luppolo.

Una birra bavarese dolce e rossa è la bock che conosce varianti più forti come la doppelbock e l’eisbock, che supera i 10 gradi. Questo stile nacque per caso col congelamento della botte di birra e con la rimozione della parte ghiacciata, costituita da acqua. Una birra rossa prodotta a marzo per l’Oktoberfest è la Marzen, chiamata così perché marzo era l’ultimo mese utile per produrre prima del relativo caldo primaverile. Uno stile di birra particolare e tipico nella Baviera occidentale è la rauch a base di malto affumicato.

I tipi di birra in Italia

I tipi di birra italiana cercano di valorizzare i prodotti tipici del nostro territorio: dalle castagne alle nocciole. Esistono numerosi tipi molto particolari come l’Italian Grape Ale che designa grossolanamente qualsiasi birra prodotta a base di uva. ArechiBirra cerca di mantenersi su tipi di birra più tradizionali utilizzando le eccellenze della nostra provincia. Ecco che nasce la birra Flavio Gioia, prodotta con i limoni di Amalfi, o la Brigante Brutus, prodotta usando le nocciole IGP di Giffoni, in provincia di Salerno.