Oggi vi proponiamo un salto indietro nel tempo alla scoperta del nome a cui ci siamo ispirati creando il nostro marchio Arechi Birra. Parleremo di illustri signori medievali che hanno magnificato con le loro conquiste le nostre città, gettandone le basi per un futuro sviluppo. Il principe di cui vi parliamo è Arechi II, signore dei Longobardi e mecenate.

Arechi II è un personaggio storico a cui la città di Salerno è molto legata. Nonostante infatti fosse duca di Benevento, può essere considerato il fondatore della città di Salerno. Certo un agglomerato di abitazioni esisteva già dall’epoca romana, ma è stato solo con questo principe longobardo che sono state create fortificazioni e i primi straordinari monumenti cittadini.

arechi principe

L’arrivo dei Longobardi in Italia

Siamo qualche secolo prima dell’anno mille e i Longobardi, chiamati barbari dai romani, conquistano l’italia. Si convertono al Cristianesimo Ariano e fondano l’anonimo regno, suddiviso in diversi ducati con una propria indipendenza. Il loro dominio si spostò fino al sud Italia, con la fondazione del ducato di Benevento, autonomo dato che era indipendente dalla Chiesa e dagli altri regni e ducati italici.

Durante il loro primo periodo di dominazione lasciarono al popolo italico il diritto romano, mentre loro continuavano a servirsi del diritto longobardo. Con il passare del tempo, con la conversione al cattolicesimo, questa prima forma di discriminazione razziale per i latini venne abolita, nonostante un continuo conflitto con la Chiesa. Desiderio, re dei Longobardi e re d’Italia dal 756 al 774, fu l’ultimo sovrano longobardo anche a causa di questo conflitto con il potere papale, che favorì l’ingresso in Italia di Carlo Magno.

Chi era Arechi II, duca di Benevento

Arechi II arrivò a Benevento nel 758, era un duca friulano era stato incaricato dal suocero re Desiderio di governare il ducato al posto del ribelle Liutprando. Arechi fu dall’inizio un giusto duca, amante della civiltà. si prodigò nel legiferare e costruì la chiesa di Santa Sofia a Benevento ad imitazione in miniatura dell’omonima chiesa di Costantinopoli.

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Questo nobile personaggio fu particolarmente abile a sfruttare la decadenza del potere longobardo, richiamando a sé tutti i nobili in esilio della sua prestigiosa casata. Si propose come erede delle tradizioni del suo popolo, calmando la furia di Carlo Magno.  Accettando di essere suo vassallo, riuscì a mantenere l’indipendenza del suo regno, che trasferì la capitale a Salerno, lontano dai confini interni con gli altri regni e protetta dal mare e dalle colline.

Nasce la parte storica della città di Salerno

Per la città di Salerno fu un momento storico di intenso sviluppo urbanistico ed architettonico. Ancora oggi si conservano alcuni resti di questa politica edificatoria. Collegò la città con una torre di avvistamento sul monte Bonadies, dove oggi sorge il Castello Arechi, costruì la cappella palatina di San Pietro a Corte, ancora oggi visitabile. Arechi II fu un mecenate e protesse gli uomini di cultura, come Paolo Diacono, importante storico locale. Il suo merito, oltre ad aver realizzato le basi della struttura medievale di Salerno è quello di aver fondato uno stato unitario in tutto il sud Italia che fu erede delle tradizioni greche e latine. Con i secoli, questo piccolo regno si trasformerà nel prestigioso Regno delle Due Sicilie, unico baluardo ad essere rimasto unito fino all’unificazione del Regno d’Italia nel XIX secolo.d’Italia.