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Prova la nostra birra di riso – si chiama Silvatica

Il riso è considerato un succedaneo nella produzione della birra, ossia una materia prima sostitutiva al malto d’orzo che serve a portare zuccheri ma costa meno.Esistono diversi tipi di birra di riso, basta semplicemente cambiare le percentuali degli ingredienti e dei cereali presenti. Molte birre sono fatte col riso per risparmiare, visto che costa molto meno del malto. E’ una tecnica molto utilizzata soprattutto negli Stati Uniti ed in Giappone dove però il riso fa parte delle tradizioni nazionali.

Noi nel nostro piccola una birra di riso la produciamo, anche se non è Gluten Free, si chiama Silvatica ed è un’ IPA molto dissetante

L’originale birra di riso: il sake giapponese

Ma nel sol Levante si produce quello che si può considerare l’unico vero esempio di birra al riso, il sake. Questa bevanda è prodotta già dal 1000 a.C. e come tutte le birre primordiali era fermentato a partire da chicchi di riso masticato da vergini. Questa pratica fu abbandonata con la scoperta del Koji, una muffa utilizzata anche per produrre la salsa di soia ed altri cibi giapponesi. Il koji trasforma gli amidi del riso in zuccheri fermentabili.

Per proseguire con la produzione di birra di riso, si lasciano in infusione i chicchi col lievito per diversi giorni. Il risultato finale è molto torbido perché non è stato bollito ma si produce una bevanda molto alcolica, anche di 25% di alcol.  Anche se attualmente i Giapponesi consumano più birra che sake questa bevanda ha perso in quantità ma guadagnato in qualità ed è l’equivalente del vino nei rituali shinto – buddisti, agli ingressi dei templi si trovano spesso botti di sakè in offerta agli dei.

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La produzione della birra di riso in Italia

La produzione di riso in Italia è importante e già il fascismo penso di usare questo comparto economico per la produzione della birra, ma in modo sbagliato, cioè imponendo l’utilizzo di riso e mais per il 30% dei grani. Originariamente il riso arrivò in italia tramite la conquista araba della Sicilia e lentamente risalì la penisola.

Basti pensare ai piatti tradizionali meridionali come gli arancini ed il sartù di riso, questo cereale era diffusissimo nel meridione. A Salerno era ampiamente coltivato, esiste infatti nella periferia della città campana una zona chiamata Terre Risaie. Attualmente nel Sud Italia, coltivazioni importanti di riso si registrano solo a Sibari. Con l’invasione del Regno delle Due Sicilie, i Savoia distrussero gran parte delle risaie meridionali. (Vuoi approfondire? Leggi il nostro contenuto sulla storia della birra in Italia)

Molti produttori artigianali producono birra di riso perché questo cereale dà secchezza e contenuto alcolico, da bilanciare ad una buona luppolatura o speziatura. Un prodotto certamente da provare, ma meglio affidarsi alla piccola produzione dei microbirrifici, che bilanciano bene gusti ed aromi, piuttosto che ai grandi marchi che usano il riso solo per risparmiare.

Come fare la birra di riso in casa?

Preparare la birra di riso non è particolarmente difficile ed è consigliata soprattutto a chi ha problemi di intolleranza al glutine. Si inizia lavando il riso tante volte fino a quando l’acqua usata per sciacquarla non è completamente pulita. Si lasciano i chicchi in ammollo in acqua per circa 1 ora e per lo stesso tempo lo si lascia asciugare in un normale colapasta. Lo si fa bollire in una pentola a pressione e poi raffreddare sino alla temperatura di 30° centigradi.

Si aggiunge il koji – reperibile online o in ogni buon negozio specialistico – e il succo di limone e si lascia riposare con il coperchio dopo aver aggiunto il lievito per la birra. Il riso cotto lentamente assorbirà tutti i liquidi presenti ed andrà a fermentare. E’ importante mescolare una volta al giorno e filtrare dopo circa due settimane, quando la birra di riso fatta in casa sarà pronta per essere gustata.