Introduzione

Al giorno d’oggi, il termine saraceno è comunemente associato alle Crociate mediorientali tenutesi tra il 1095 e il 1291 dopo Cristo. Non meno aggressivi furono gli invasori che, imbarcatisi dalle coste africane, conquistarono l’Italia a fasi alterne dal X al XIX secolo. 

In questo articolo, vogliamo toccare le tappe fondamentali delle invasioni belliche più temute e aggressive subite dagli abitanti dello Stivale, concentrandoci in particolar modo sulla ricca tradizione epico-cavalleresca (e non solo) giunta fino a noi, strettamente collegata anche al mondo della birra: ecco cosa sapere. 

Storia e significato della parola Saraceni: un tuffo nel passato

Saraceno deriva dall’arabo sharqiyyuùn, la cui traduzione letterale è «[popoli] orientali». Tuttavia, alcuni storici sono concordi nell’affermare che il termine in questione derivi dai gruppi arabi insediatisi nei pressi del Monte Sinai. Secondo l’ipotesi dei ricercatori, Saraceno sarebbe letteralmente il «figlio di Sara» – la moglie di Abramo protagonista del Vecchio Testamento biblico. 

I primi contatti con la penisola italiana avvennero nell’anno 827 quando, sotto il governo degli emiri aghlabidi dell’odierna Tunisia, i Saraceni sbarcarono sulle coste della Sicilia con l’intento di estendere il proprio dominio sulle prolifiche coste del Mediterraneo. La potenza militare dei popoli mediorientali non sfuggì all’attenzione del console del Regno di Napoli il quale, dopo aver assoldato le truppe mercenarie, preparò la propria offensiva contro il regno di Benevento. Fu così che il governo saraceno si estese rapidamente anche a Bari e Taranto (dall’840 all’871 dopo Cristo). 

Le incursioni e la sconfitta dei Saraceni nel nord Italia 

Non meno violente furono le incursioni saracene nel nord dello Stivale. Dalla Spagna, gli invasori estesero la propria influenza sulle coste della Liguria e si spinsero vittoriosi nella Provenza francese e nelle Alpi Pennine (937 dopo Cristo). Insediatisi con successo, organizzarono una spedizione in quella che era l’attuale Svizzera e distrussero la città di Coira, allora capitale dei Grigioni. Tuttavia, quando i Saraceni presero in ostaggio una figura di spicco della politica internazionale, l’influente abate Maiolo di Cluny, i piemontesi si allearono con i provenzali per liberarsi definitivamente delle invasioni barbariche. La data è incerta, ma si ritiene sia compresa tra il 973 e il 983 dopo Cristo. 

Altrettanto tumultuosa fu l’incursione degli arabi nell’isola sarda, a opera di Mujāhid ibn ʿAbd Allāh al-ʿĀmirī (1005). I Saraceni si stanziarono a Porto Torres e primeggiarono per lunghi decenni sulle coste tirreniche, mettendo a dura prova la navigazione pisana. Fu l’intervento del Papa Benedetto VIII a creare un’alleanza vincente tra toscani e liguri, i quali si liberarono dei nemici mediorientali nel 1016. Tuttavia, secondo le fonti il completo allontanamento degli invasori avvenne non prima del 1052. 

La birra saracena: l’influenza dell’oriente in Europa

Al giorno d’oggi, grazie alle influenze arabe viene spillata l’omonima birra arricchita dal suggestivo aroma delle spezie mediorientali: un capolavoro alcolico dal gusto cioccolatoso che soddisfa il palato degli assaggiatori più esigenti. 

Ideale per concludere in bellezza un pasto sostanzioso o per accompagnare un dessert da leccarsi i baffi, la nostra birra saracena è un masterpiece tricolore che s’ispira alla tradizione orientale a base di noce moscata e cannella. La trovi nel nostro store, rigorosamente corredata dal leggero deposito sul fondo che testimonia la vera artigianalità della nostra produzione birraia.  

ma non solo birra. C’è un altro prodotto che amiamo consumare, il grano saraceno, chiamato così perché importato dalle popolazioni musulmane in Italia.

Conclusioni

La nostra birra trae ispirazione dalla tradizione e diventa innovazione. Un binomio fortuito tra storia e modernità, tra sperimentazione e cultura. Hai già dato uno sguardo alle birre del nostro shop? Puoi trovare alcune delle migliori birre artigianali, realizzate con ingredienti scelti di prima qualità.