Abbiamo imparato molto bene quanto sia antica la storia della birra, bevanda che ha passato secoli, popoli, tradizioni e anche modalità di produzione. Abbiamo ripercorso un viaggio attraverso quelli che erano gli strumenti per birrificare, utensili e modalità di impiego molto particolari e diversi da oggi ma che ci offrono una curiosa panoramica su parte di una delle storie più affascinanti e antiche, quella della birra. 

Ecco quali sono le curiosità e  gli strumenti antichi per realizzare la birra. 

Il Paese dei birrai e gli strumenti antichi alle origini della birra

Antichissima e gustosissima, la birra ha una lunga storia da raccontare. Nata (quasi) per caso in Mesopotamia, si è diffusa a macchia d’olio nel continente europeo e asiatico, conquistando di diritto un posto tra le migliori bevande alcoliche del passato e del presente. Curioso di saperne di più? Noi di Birrificio Arechi abbiamo oliato gli ingranaggi della nostra macchina del tempo per svelarti alcuni retroscena inediti sulla bibita alcolica più famosa al mondo. 

La produzione della birra in Mesopotamia e in Egitto

A distanza di millenni, è impossibile stabilire se l’invenzione della birra sia stata intenzionale o fortuita. Una cosa è certa: la bevanda in questione è tra i doni più gustosi lasciati in eredità dalle antiche popolazioni mesopotamiche. Secondo alcuni storici, la bibita gassata sarebbe nata casualmente: le genti che abitavano la rigogliosa regione compresa tra i fiumi Tigre ed Eufrate tentarono di conservare un’eccedenza di grano di stagione e immersero i cereali rimanenti nell’acqua. In alternativa, si pensa che la prima fermentazione derivasse da un (fallito) tentativo di ammorbidire il pane secco. 

Il liquido biondo rilasciato dal grano sarebbe stato assaggiato e giudicato delizioso. Con il passare dei secoli, la fama dei mastri birrai superò i confini della Mesopotamia e giunse in Egitto. Secondo le iscrizioni analizzate dagli studiosi, esistevano due tipologie di birra: la sikaru a base di orzo – la cui traduzione letterale è “pane liquido” – e la kurunnu estratta dal farro. La produzione era consentita anche alle donne e prevedeva l’utilizzo di ampi tini. La materia prima veniva pigiata con i piedi per velocizzare il processo di fermentazione.  

La fermentazione antica

L’iter dell’antica fermentazione è estremamente interessante: l’orzo veniva immerso in ampie vasche colme d’acqua fino alla sua completa germinazione. Successivamente, il liquido era esposto alla luce solare per velocizzare il processo di essiccazione. Il composto era così macinato e impastato con acqua, assumendo la forma di piccole pagnotte. Queste ultime subivano un processo di lievitazione naturale in forni dalle temperature elevatissime, così che la superficie s’indurisse lasciando l’interno morbido e pastoso. Infine, i pani venivano spezzati e messi a bollire in acqua.

La birra era, infine, aromatizzata e filtrata per eliminare eventuali impurità. Secondo le fonti, i Babilonesi trassero ispirazione dalle popolazioni della Mesopotamia e si specializzarono nell’estrazione di oltre 20 tipologie di birra, molte delle quali create da mix di cereali. È scritto, infatti, nell’Inno di Ninkasi: “è a te che versano nel fino e finalmente la birra filtrata si riversa impetuosa”. 

L’estrazione della birra nel Medioevo 

Civiltà dopo civiltà, millennio dopo millennio, la produzione di birra subì un rapido processo di perfezionamento. È nel Medioevo che vennero introdotti nuovi, gustosi ingredienti (il luppolo e le spezie, ad esempio). Il birrificio che promosse lo svecchiamento delle tradizioni fu quello contenuto nell’Abbazia di Weihenhstephan nei pressi di Monaco di Baviera (724 dopo Cristo). I sapori aromatici e dal retrogusto un po’ amaro aprirono infinite possibilità di sperimentazione, sebbene l’introduzione del luppolo in Inghilterra avvenne soltanto dopo la fine del Medioevo. 

Gli strumenti antichi

Oltre alle tecniche, erano anche gli strumenti utilizzati a trovare una collocazione precisa nel processo di produzione birraria. Questi strumenti sono eccezionali opere d’ingegno, di studio e di ottimizzazione, un segno indelebile di una cultura millenaria. 

Tra i vari arnesi, introduciamo la Pala del birraio. Questo attrezzo veniva utilizzato in tempi molto indietro nel passato. Si tratta di una pala dotata semiaperta all’estremità. La pale veniva utilizzata durante l’ammostamento, per procedere nel mescolare il mosto senza provocare la formazione di grumi. 

Oggi questo tipi di strumento non è più utilizzato, lasciando spazio a tecnologie automatiche e più moderne. Tuttavia, va detto che spesso è possibile trovare questa pala, in versione ridotta, in alcuni kit di Homebrewing. Ancora, molti appassionati realizzano con alcune tecniche di fai da te la propria pala, per collezionismo. 

Un altro interessante strumento è il cosiddetto Yeast Ring, o anello del lievito. Questo strumento, chiamato in lingua norvegese Gjærkrans, un anello dalla struttura articolata e complessa, molto utilizzato per raccogliere nelle sue concavità il lievito. Una volta raccolto, il lievito poteva così essere essiccato e riutilizzato per altre preparazioni. 

 Il suo funzionamento consisteva nell’immergere l’anello nel contenitore in cui la birra stava fermentando, veniva estratto, coperto di cenere e poi immerso di nuovo nel liquido. L’utilizzo della cenere, oltre ad avere un’azione antibatterica, serviva per rendere veloce il processo di asciugatura.Come l’anello, vi erano anche altri strumenti di origine nordica che servivano per raccogliere il lievito.

Non solo strumenti, però. Alla birra è legata anche una vasta gamma di simboli, come, ad esempio, la stella a sei punta, detta anche esagramma. 

Questo simbolo è da sempre legato alla birra prodotta da popoli antichi. L’esagramma legato significa il punto di equilibrio tra l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria. Nella tradizione brassicola il triangolo superiore rappresenta la fase di produzione, con gli elementi fuoco, aria e acqua predominanti. In passato l’aria significa, nel processo produttivo, la fermentazione spontanea. 

Le punte sottostanti rappresentano gli elementi, quindi il luppolo, il malto e l’acqua. 

Conclusioni

E tu, conosci altre tradizioni o curiosità sulla birra che ami condividere con gli appassionati della nostra bevanda preferita?

Oggi la preparazione è di gran lunga cambiata, poiché richiede di seguire una serie di parametri di igiene, di conformità e di rispetto delle norme vigenti. 

Ci incuriosisce molto, tuttavia, la storia di una bevanda così così antica, che affonda le radici in tempi così antichi che, ancora oggi, ogni sorso di birra sembra un viaggio nel tempo. 

Il nostro viaggio ci porta tra principi e principesse, con le nostre birre Principessa Sichelgaita e il Principe Arechi. Un viaggio che continua anche tra sperimentazione e innovazione, grazie all’utilizzo di prodotti e sapori unici, come quello della nostra birra alla castagne, oppure la birra alle patate, adatta anche per chi soffre di celiachia. 

E l’innovazione, si sa, sconfina e arriva a toccare punti inesplorati. Ci siamo cimentati nella realizzazione di birre artigianali uniche, ma anche di altri prodotti a base di birra. Non ti resta che visitare il nostro shop